Ogni abitante sentiva “suo” tutto l’ambiente pubblico che lo circondava e, come tale, lo conservava dedicando un certo numero di giornate lavorative annue. Mentre oggi è di norma la sottolineatura della proprietà privata attraverso la recinzione, in passato, entrando in un nucleo rurale, era impossibile trovare aie o pertinenze recintate.
È interessante però sottolineare che le pertinenze presentavano caratteristiche che le definivano precisamente, senza lasciare incertezze sui loro perimetri e sulla destinazione d’uso. Così, ad esempio, lo spazio pubblico e quello privato venivano differenziati da una diversa orditura delle lastre di pietra.
Lo spazio pubblico era solitamente rivestito con pietre posate “a coltello”, cioè con il fianco orientato verso l’alto, oppure ad acciottolato. Queste pose servivano a creare il maggior attrito possibile necessario ai carri che vi transitavano, poiché la forte pendenza delle strade all’interno dei borghi, sommata alla scivolosità dei mesi invernali causata da gelo e neve, rendeva il passaggio particolarmente difficoltoso.
Anche all’interno del borgo di Isola si può distinguere chiaramente, analizzando il tipo di pavimentazione ancora presente, la strada pubblica dalle aree private.



Pavimentazione in pietra di area cortilizia privata, posata ad “opus incertum” e con lastre regolari – AREE PRIVATE


Pavimentazione in pietra di strada pubblica, posata a coltello e ad acciottolato – STRADE PUBBLICHE
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