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ABBEVERATOIO

Sul lato opposto della strada potete notare una fontana-abbeveratoio.

Prima della realizzazione della rete idrica, che risale agli anni dell’immediato dopoguerra, l’approvvigionamento idrico della popolazione avveniva tramite le fontane. In corrispondenza di sorgenti, nei secoli scorsi si costruirono fontane e lavatoi ad uso pubblico. Le fontane, da cui si attingeva l’acqua per uso domestico, erano per lo più munite di abbeveratoio per dissetare gli animali da soma utilizzati dai contadini per il lavoro dei campi e per il trasporto dei prodotti della terra.

L’ubicazione di tali “architetture dell’acqua” non era casuale: furono costruite all’entrata e all’uscita dei paesi e lungo le “vie dei campi”, che conducevano agli appezzamenti da coltivare. Nei pressi degli abitati venivano spesso realizzati anche lavatoi pubblici, dove le donne si recavano per lavare i panni. Lungo il percorso museale è possibile trovare altre fontane.

Nella parte alta di questa facciata spicca, in pietra bianca, un mortaio. Esso indica, con molta probabilità, la funzione dell’edificio come ospizio o albergo, testimoniando così l’importanza della zona nel periodo medievale. La Val Vona costituiva infatti un’importante via di transito e di pellegrinaggio, poiché collegava il monastero benedettino di Bobbio, nel Piacentino, alla Toscana e quindi a Roma.

AUDIOGUIDA AL PERCORSO IN ITALIANO:

AUDIO GUIDE TO THE ROUTE IN ENGLISH:

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